La corsa è tecnica, respiro e determinazione. Ma ci sono giorni in cui la corsa diventa qualcosa di più grande. Domenica scorsa, quattro nostri atleti — Andrea Boratto, Massimo Marini, Mauro Pregnolato e Marco Bianconi — hanno portato i colori di Atletica New Era sulle strade della Milano Marathon Relay, dando vita a un'impresa che va ben oltre il dato agonistico.
Il team è arrivato 56° assoluto su 3.700 partecipanti, con un tempo finale di 2:53:48.
Numeri importanti, certo, ma oggi quei numeri raccontano solo una piccola parte della storia.
Le parole di Marco e dei ragazzi;
"Come squadra New Era abbiamo corso la Milano Marathon relay, una realtà nata a Monza con un’idea semplice ma potente: correre insieme e trasformare lo sport in qualcosa che possa fare davvero la differenza; quest’anno abbiamo deciso di farlo per la Fondazione Gaslini.
Quando corri una maratona e arrivano momenti in cui le gambe fanno male, il fiato si accorcia e la fatica sembra avere la meglio, proprio in quei momenti serve qualcosa che ti spinga avanti; per noi quella forza erano loro, i bambini del Gaslini, che ogni giorno affrontano sfide molto più grandi di 42 chilometri. Mentre correvamo, i bambini correvano con noi: ogni passo era per chi vive una gara fatta di coraggio, attese e speranza. È una gara senza cronometro, dove vincere significa non mollare mai ed è in quel momento che tutto cambia: la fatica diventa un mezzo; il dolore perde peso; il traguardo non è più solo una linea, ma qualcosa da condividere.
Abbiamo corso per sostenere concretamente progetti che miglioreranno la vita dei piccoli pazienti: dalla ricerca alle cure, fino a iniziative che rendono l’ospedale un luogo più umano, più accogliente, più a misura di bambino. Dobbiamo ricordarci che “prendersi cura” va oltre la cura.
Oggi la soddisfazione più grande non è il 56° posto, non è il tempo: è sapere di aver trasformato una corsa in qualcosa di utile, in un aiuto concreto, in un messaggio, in un segno di speranza per i bambini del Gaslini, che ogni giorno insegnano cosa significa davvero lottare.
Noi abbiamo corso una maratona e loro ci hanno ricordato perché vale la pena farlo."

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